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IL SUCCESSO DELLA TRADIZIONE…

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Come ogni anno per la recita di Natale, i bambini di tutte le nostre  scuole dell’infanzia e primarie si sono esibiti con successo. Si sono svolte  due distinte manifestazioni all’interno dell’Abbazia di San Domenico, i bambini sono risultati  straordinari e “coraggiosi” .

Gli eventi natalizi dell’istituto sono poi culminati con il concerto della scuola secondaria di primo grado accompagnati dal coro delle classi terminali della scuola primaria.

Così pure per quest’anno è ripetuto questo evento di successo, tradizionale ma mai uguale a se stesso: cambiano i ragazzi con le loro preferenze musicali, l’impegno da mettere, cambiano i genitori e le  loro aspettative, cambia il repertorio musicale.

L’unica cosa che permane immutabile  è l’entusiasmo di genitori , docenti, il coraggio dei ragazzi di vincere le proprie paure più nascoste svelando qualità di carattere spesso sconosciute in classe. Bravi i ragazzi, grazie ai docenti e un grazie particolare alla dirigente prof.ssa  Ersilia Montesano che permette tutto ciò.

Cosa farò da grande?

Closed doorLa fatidica domanda “cosa farò da grande?” La maggior parte delle persone che conosco, siano esse di 50 anni che giovanissime, si chiedono cosa fare della loro vita. Le idee sono chiare quando si è piccoli, c’è chi vuole fare il pompiere, il medico, l’attrice, la ballerina e così via…Certo a 10 anni è tutto così semplice, poi cresciamo e tutto si complica. Soprattutto oggi mi chiedo: ”Quale scuola frequenterò?”. Questa società non fa altro che metterci pressione addosso, i grandi che mi dicono che devo smetterla di sognare, il mio obiettivo, la mia strada e poi questo compito che mi mette con le spalle al muro “Cosa farò da grande? Cosa farò da grande? Cosa farò da grande?” nella testa rimbomba questo pensiero. Sinceramente non ho ancora un quadro molto chiaro, certo è che in me non è ancora arrivata una vocazione e so che fra poco dovrò decidere una scuola che mi formi per il futuro. Mio padre ha un’azienda edile e molti dicono che potrei essere la sua ragioniera. Mi piace disegnare ma non so se è la mia strada, ho davvero troppi dubbi. Di una cosa però sono certa e cioè voglio impegnarmi per un futuro roseo, voglio poter lavorare in qualsiasi ambito che mi renda felice e dare un contributo al mio Paese. Non ho scoperto ancora la mia inclinazione e per questo voglio sfruttare al meglio tutte le opportunità che arriveranno, sono sicura così che arriverà l’indicazione ideale per sfruttare al meglio le mie possibilità.

Alessia T. 3^

 

COSA FARO’ DA GRANDE? 2° parte…

Quando si ha la mia età, ma anche prima, una delle domande più frequenti che ci viene rivolta è:“Hai deciso cosa farai da grande?”. Quando la fanno a me, mi sento sempre impreparata a dare una risposta.

Attualmente considero il mio futuro come qualcosa non ancora nitido, dai contorni ancora poco definiti. Certamente sono una persona che già pensa al “dopo”, nonostante l’argomento futuro mi sembri ancora molto lontano. Eppure non è così! Quest’anno ci troveremo davanti alla nostra prima, grande scelta; il nostro primo, importante quesito.

Tale decisione segnerà il confine tra l’essere bambini e l’iniziare a diventare adulti. La scelta della scuola superiore ci catapulterà in un mondo fatto di responsabilità e maturità.

Nel nostro ordinamento scolastico, l’innumerevole quantità di scuole superiori potrebbe facilmente farci cadere in confusione, infatti questa scelta non è sempre facile. L’importante è non considerare una scuola migliore di un’altra poiché ognuna, se fatta bene, porta i suoi frutti e ti prepara ad un’eventuale scelta universitaria, anche se oggi c’è la tendenza a non considerare più la laurea una certezza. Viviamo in un Paese privo di stabilità, dove sempre più frequentemente i neo-laureati sono costretti a lavori di ripiego e sottopagati. Non deve certo passare il concetto, però, che fare l’avvocato sia più dignitoso che fare il cameriere, dal momento che ogni mestiere rende un cittadino rispettabile. Il momento storico che viviamo è profondamente instabile, e questo non aiuta certo le nostre generazioni, che vedono il futuro insicuro. E se il lavoro non c’è, qualcuno lo anche inventa. Ne sanno qualcosa gli attuali “influencer”, o come amano definirsi loro “imprenditori digitali”. Sui social network basta raggiungere un certo numero di seguaci per iniziare ad influenzare moda e stili di vita della gente che li segue. Questo nuovo mestiere è stato oggetto di studi da parte dell’Università di Harvard.

I blogger arrivano, con un solo post, a guadagnare cifre considerevoli, che gli permettono di vivere agiatamente. Questo fenomeno che sta radicandosi in maniera rapida, porta i ragazzi di oggi a voler emulare questi individui.  Il loro successo planetario ci fa dimenticare che esistono anche lavori tradizionali, come per esempio l’idraulico, il medico, la professoressa o l’ingegnere. Davanti a questo fenomeno, io mi pongo in maniera diversa. Certamente in maniera più normale. Preferisco un mestiere che non passi mai di moda, figlio del tempo. Per il mio futuro immagino un lavoro che mi garantisca un domani e molte soddisfazioni. Quando ci verranno presentate le domande d’iscrizione, la mia scelta cadrà sul liceo scientifico tradizionale, che mi condurrà verso la facoltà di architettura. Infatti, tra le mie grandi aspirazioni, c’è quella di voler esprimere tutta la mia creatività nell’architettura. Sogno di lavorare in un famoso studio. Nei viaggi che ho fatto, ho sempre guardato con interesse i vari edifici che mi sono trovata davanti e da lì ho cominciato a provare interesse per questo mestiere, che spero diventi parte integrante del mio futuro. Tra i miei modelli d’ispirazione ci sono Renzo Piano e Antonio Gaudì. Quest’ultimo è l’autore della Sagrada Familia, la chiesa più bella ed importante di Barcellona, chiesa che non ho mai visitato ma che ho avuto il piacere di ammirare attraverso immagini e documentari. Questo sarebbe il mestiere dei miei sogni, ma magari tra qualche anno cambierò nuovamente idea, come è probabile che sia.

Benedetta I. 3^

 

 

 

 

 

La corsa di Miguel

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La corsa di Miguel, un’esperienza emozionante e divertente, che molti di noi l’anno scorso hanno intrapreso con molto entusiasmo.

Questa è una tra le più belle e importanti corse tra le scuole, a cui posso partecipare tutti i ragazzi di ogni istituto.

Noi, che quest’anno abbiamo iniziato le medie, un anno fa avevamo partecipato correndo  per 100 metri in una meravigliosa staffetta, siamo stati riconosciuti nell’impegno e nella partecipazione con una fantastica medaglia.

Invece, quest’anno, correremo per 500 metri in una maratona, che si terrà il 28 maggio in una città, di storia e grande conoscenza: Arpino.

Io, quando corro, mi concentro molto per aumentare sempre più la velocità dando sempre il meglio di me, in ogni singolo attimo.

Nel momento in cui ho iniziato la corsa il mio corpo si è caricato di un inarrestabile adrenalina, che purtroppo non è bastata per vincere.

Quest’anno ci impegneremo tutti per tornare a casa vittoriosi con le nostre medaglie d’onore, ma se non riusciremo nel nostro intento non dovremo demoralizzarci, perché l’importante è partecipare, soprattutto divertirsi, e non vincere.

Marco Giuseppe

 

FESTIVAL PICCOLE ORCHESTRE

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Il  giorno 19 maggio 2018, ad Arpino, si é svolto il concorso musicale “Piccole orchestre” in piazza del Municipio. Il nostro Istituto ha partecipato con gli alunni dell’indirizzo musicale della scuola media.

Gli  studenti   hanno  eseguito brani  di  Verdi (La Traviata), Jonh Williams in concert  e Rock Classics.

Gli strumenti, parte dell’orchestra erano: il sassofono, il piano, il flauto traverso, il violino, la batteria e la chitarra.

Ad Arpino c’era molta gente e noi sul palco eravamo davvero molto impauriti ed agitati, tra l’ altro noi siamo abituati a suonare all’interno mentre al festival abbiamo suonato nella piazza principale d’Arpino. Per fortuna la presenza e lo sguardo incoraggiante dei nostri professori ci tranquillizzava rendendoci più forti.

E indovinate? Siamo arrivati secondi in mezzo ad una marea di scuole….

 Marco Giuseppe, Alessia T, Mary,Matteo