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Cosa farò da grande?

Closed doorLa fatidica domanda “cosa farò da grande?” La maggior parte delle persone che conosco, siano esse di 50 anni che giovanissime, si chiedono cosa fare della loro vita. Le idee sono chiare quando si è piccoli, c’è chi vuole fare il pompiere, il medico, l’attrice, la ballerina e così via…Certo a 10 anni è tutto così semplice, poi cresciamo e tutto si complica. Soprattutto oggi mi chiedo: ”Quale scuola frequenterò?”. Questa società non fa altro che metterci pressione addosso, i grandi che mi dicono che devo smetterla di sognare, il mio obiettivo, la mia strada e poi questo compito che mi mette con le spalle al muro “Cosa farò da grande? Cosa farò da grande? Cosa farò da grande?” nella testa rimbomba questo pensiero. Sinceramente non ho ancora un quadro molto chiaro, certo è che in me non è ancora arrivata una vocazione e so che fra poco dovrò decidere una scuola che mi formi per il futuro. Mio padre ha un’azienda edile e molti dicono che potrei essere la sua ragioniera. Mi piace disegnare ma non so se è la mia strada, ho davvero troppi dubbi. Di una cosa però sono certa e cioè voglio impegnarmi per un futuro roseo, voglio poter lavorare in qualsiasi ambito che mi renda felice e dare un contributo al mio Paese. Non ho scoperto ancora la mia inclinazione e per questo voglio sfruttare al meglio tutte le opportunità che arriveranno, sono sicura così che arriverà l’indicazione ideale per sfruttare al meglio le mie possibilità.

Alessia T. 3^

 

COSA FARO’ DA GRANDE? 2° parte…

Quando si ha la mia età, ma anche prima, una delle domande più frequenti che ci viene rivolta è:“Hai deciso cosa farai da grande?”. Quando la fanno a me, mi sento sempre impreparata a dare una risposta.

Attualmente considero il mio futuro come qualcosa non ancora nitido, dai contorni ancora poco definiti. Certamente sono una persona che già pensa al “dopo”, nonostante l’argomento futuro mi sembri ancora molto lontano. Eppure non è così! Quest’anno ci troveremo davanti alla nostra prima, grande scelta; il nostro primo, importante quesito.

Tale decisione segnerà il confine tra l’essere bambini e l’iniziare a diventare adulti. La scelta della scuola superiore ci catapulterà in un mondo fatto di responsabilità e maturità.

Nel nostro ordinamento scolastico, l’innumerevole quantità di scuole superiori potrebbe facilmente farci cadere in confusione, infatti questa scelta non è sempre facile. L’importante è non considerare una scuola migliore di un’altra poiché ognuna, se fatta bene, porta i suoi frutti e ti prepara ad un’eventuale scelta universitaria, anche se oggi c’è la tendenza a non considerare più la laurea una certezza. Viviamo in un Paese privo di stabilità, dove sempre più frequentemente i neo-laureati sono costretti a lavori di ripiego e sottopagati. Non deve certo passare il concetto, però, che fare l’avvocato sia più dignitoso che fare il cameriere, dal momento che ogni mestiere rende un cittadino rispettabile. Il momento storico che viviamo è profondamente instabile, e questo non aiuta certo le nostre generazioni, che vedono il futuro insicuro. E se il lavoro non c’è, qualcuno lo anche inventa. Ne sanno qualcosa gli attuali “influencer”, o come amano definirsi loro “imprenditori digitali”. Sui social network basta raggiungere un certo numero di seguaci per iniziare ad influenzare moda e stili di vita della gente che li segue. Questo nuovo mestiere è stato oggetto di studi da parte dell’Università di Harvard.

I blogger arrivano, con un solo post, a guadagnare cifre considerevoli, che gli permettono di vivere agiatamente. Questo fenomeno che sta radicandosi in maniera rapida, porta i ragazzi di oggi a voler emulare questi individui.  Il loro successo planetario ci fa dimenticare che esistono anche lavori tradizionali, come per esempio l’idraulico, il medico, la professoressa o l’ingegnere. Davanti a questo fenomeno, io mi pongo in maniera diversa. Certamente in maniera più normale. Preferisco un mestiere che non passi mai di moda, figlio del tempo. Per il mio futuro immagino un lavoro che mi garantisca un domani e molte soddisfazioni. Quando ci verranno presentate le domande d’iscrizione, la mia scelta cadrà sul liceo scientifico tradizionale, che mi condurrà verso la facoltà di architettura. Infatti, tra le mie grandi aspirazioni, c’è quella di voler esprimere tutta la mia creatività nell’architettura. Sogno di lavorare in un famoso studio. Nei viaggi che ho fatto, ho sempre guardato con interesse i vari edifici che mi sono trovata davanti e da lì ho cominciato a provare interesse per questo mestiere, che spero diventi parte integrante del mio futuro. Tra i miei modelli d’ispirazione ci sono Renzo Piano e Antonio Gaudì. Quest’ultimo è l’autore della Sagrada Familia, la chiesa più bella ed importante di Barcellona, chiesa che non ho mai visitato ma che ho avuto il piacere di ammirare attraverso immagini e documentari. Questo sarebbe il mestiere dei miei sogni, ma magari tra qualche anno cambierò nuovamente idea, come è probabile che sia.

Benedetta I. 3^

 

 

 

 

 

Anno scolastico: considerazioni finali

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Quest’anno per me è stato il primo anno  di una nuova esperienza sono in prima media!! E vai…..

Il primo giorno di scuola certi si conoscevano e certi no, c’era chi veniva da altri istituti ed era spaesato e ovviamente non conosceva nessuno, chi si era portato gli amici più cari e chi aveva fatto sia le elementari che la scuola dell’infanzia con gli stessi compagni.

Il primo giorno di scuola ci siamo ritrovati delle professoresse che all’inizio non davano tanti compiti e non si studiava neanche  perché erano cose che avevamo già fatto ma oggi quasi quasi ci riempiono la pagina di compiti!!

Ogni giorno che si veniva una cosa nuova si scopriva, dalle addizioni alle frazioni e dai segmenti alle diagonali .

Ci sono state nuove amicizie che con il tempo si sono rafforzate e sempre di più ci siamo conosciuti a vicenda e c’è chi ancora non si era completamente inserito nella classe, ma alla fine anche questa difficoltà è stata superata.

Se penso a quando ero al primo giorno di scuola ora c’è tanta differenza: siamo diventati più maturi e  abbiamo imparato a fare le nostre scelte consapevolmente.  Mi sento più grande e di questo sono fiero!!

                                                                                                                   Alessandro L.